Genova trasforma il 25 Aprile in un grande festival della Liberazione: piazze, cortei, musica e teatro per cinque giorni di memoria viva

Dalle cerimonie istituzionali al nuovo festival diffuso ERAORA, la città celebra l’81° anniversario della Liberazione con eventi dal 21 al 25 aprile e con le piazze del centro storico protagoniste tra spettacoli, musica, laboratori e partecipazione

Genova si prepara a celebrare l’81° anniversario della Liberazione con un programma più ampio del consueto, costruito per allargare la memoria oltre il rito istituzionale e trasformarla in una presenza concreta dentro la città. Dal 21 al 25 aprile il calendario unirà infatti le cerimonie ufficiali a una serie di iniziative culturali diffuse che attraverseranno il centro, i teatri, i chiostri e soprattutto le piazze, chiamate a diventare per più giorni luoghi di incontro, racconto, spettacolo e partecipazione. L’idea dell’amministrazione è chiara: fare del 25 Aprile non soltanto una ricorrenza da commemorare, ma un tempo collettivo in cui la storia della Resistenza torni a parlare al presente con linguaggi capaci di coinvolgere generazioni diverse.

La sindaca Silvia Salis ha richiamato il significato speciale che questa data continua ad avere per Genova, ricordando che la città è Medaglia d’oro al Valor Militare per la Resistenza, fu la prima del Nord a liberarsi da sola dal nazifascismo e resta l’unico caso in Europa in cui un corpo d’armata tedesco si arrese alle formazioni partigiane. Un’eredità che, nelle parole della sindaca Silvia Salis, impone oggi la responsabilità di fare della memoria una coscienza viva, condivisa e capace di parlare alle nuove generazioni. Da qui la scelta di costruire un programma diffuso, che accanto ai momenti più solenni sappia aprirsi alla musica, alla scena, alla scrittura pubblica, ai laboratori e alle pratiche collettive.

Sul piano storico il riferimento è a quelle ore decisive tra il 23 e il 25 aprile 1945, quando il Comitato di Liberazione Nazionale della Liguria e il Comando militare regionale decisero l’insurrezione, assunsero di fatto le funzioni di governo e portarono alla resa firmata a Villa Migone dal generale Günther Meinhold. Quando le truppe alleate entrarono a Genova due giorni dopo, la città era già libera, con i tram in funzione e le case illuminate. Una pagina entrata nella storia come “insurrezione modello”, ma pagata a un prezzo altissimo, con trecento partigiani uccisi e tremila feriti.
Le celebrazioni istituzionali partiranno giovedì 23 aprile con il tradizionale incontro con gli studenti a Villa Migone. In quella sede, oltre ai saluti della sindaca Silvia Salis e di Alessandro Clavarino dell’Ufficio scolastico regionale per la Liguria, interverranno Giacomo Ronzitti, presidente dell’Istituto ligure per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, la giornalista e scrittrice Donatella Alfonso e Adelmo Cervi, figlio di Aldo Cervi, uno dei sette fratelli fucilati dai fascisti nel 1943. Saranno presenti anche i familiari dei protagonisti della resa di Genova, a sottolineare il legame diretto tra storia cittadina e memoria familiare.
Il 24 aprile si aprirà invece con la deposizione delle corone nel Campo israelitico del Cimitero di Staglieno, mentre a Palazzo Tursi si terrà il convegno dedicato alla figura del cardinale Pietro Boetto e al ruolo dei cattolici nella Resistenza genovese, promosso dall’Istituto ligure per la storia della Resistenza con Arcidiocesi, Università e Ufficio scolastico regionale. Sarà una giornata di approfondimento, ma il cuore simbolico della ricorrenza resterà quello del 25 aprile, quando il programma ufficiale tornerà a scandire i passaggi più solenni della memoria cittadina.
La mattina del 25 aprile si partirà ancora da Staglieno, con il corteo per la deposizione delle corone ai monumenti dedicati agli internati e deportati nei lager nazisti e con la Messa in suffragio nel Sacrario Trento e Trieste e nel Campo Caduti Partigiani. Poi il centro della celebrazione si sposterà in città, con la formazione del corteo in piazza della Vittoria e la partenza alle 10.15 accompagnata dalla Filarmonica Sestrese. Il passaggio al Ponte Monumentale, con la deposizione delle corone al Sacrario Caduti Partigiani e la lettura della motivazione della Medaglia d’oro al Valor Militare e dell’Atto di Resa, rappresenterà uno dei momenti più intensi della mattinata, prima della sosta in largo Sandro Pertini e dell’arrivo in piazza Matteotti. Sarà proprio piazza Matteotti, alle 11.15, il grande cuore civile della giornata, con i saluti della sindaca Silvia Salis, quelli del presidente della Regione Liguria Marco Bucci e l’orazione commemorativa affidata alla storica e scrittrice Benedetta Tobagi.
Accanto al programma istituzionale, però, quest’anno sarà soprattutto la trama degli eventi diffusi a segnare la differenza. L’assessore alla Cultura Giacomo Montanari ha spiegato che il 25 aprile non può essere ridotto a una semplice ricorrenza, ma deve tradurre la memoria in partecipazione attiva e consapevole. Per questo, accanto alla cerimonia, sono state pensate proposte artistiche e culturali capaci di intrecciare memoria storica e linguaggi contemporanei. E il consigliere delegato ai Grandi Eventi Lorenzo Garzarelli insiste proprio su questo aspetto, spiegando che il lavoro è stato orientato a portare tutta la città dentro la ricorrenza, trasformando piazze e spazi pubblici in luoghi vivi di incontro, spettacolo e partecipazione.
Il segno più evidente di questo cambio di passo sarà ERAORA, alla sua prima edizione, presentato come il festival della Liberazione di Genova. Il progetto attraverserà il centro storico con un unico percorso ideale e reale tra piazze, chiostri e spazi urbani, costruendo un mosaico di appuntamenti che andranno dalla musica alla scrittura pubblica, dai podcast al teatro, dai laboratori alle pratiche collettive. E proprio qui entrano in scena le piazze, che quest’anno non saranno soltanto fondali della ricorrenza, ma veri luoghi d’azione.
Piazza Don Gallo sarà uno dei poli più riconoscibili di questo disegno, con uno spazio pensato per bambine, bambini e famiglie. Qui troveranno posto “Lo zaino del Partigiano”, laboratori, musica e attività partecipative, in un contesto che punta a tradurre il racconto della Resistenza in un’esperienza accessibile e condivisa anche dai più piccoli. Piazza della Cernaia, invece, diventerà il punto di incontro per la musica live e i deejay set, con una line up che metterà insieme Noite, Tommi Scerd, Giorgio Canali, FiloQ e Ale Bavo, costruendo un ponte diretto tra memoria e scena contemporanea. Piazza Valoria sarà dedicata alla parola condivisa, con scrittura pubblica, letture e interventi musicali, mentre piazza degli Embriaci ospiterà “Liberation as a Worldwide Connection”, progetto di Liguria Transatlantica con Dennis Bovell e Handson Family feat. Vanessa Freeman, uno dei passaggi internazionali più forti del programma. Piazza Sarzano, infine, si accenderà con il Genova Hip Hop Festival insieme a ManinMarassi, Festa del Sole e Rtm, tra workshop di deejing, writing, breaking e attività aperte al pubblico, confermando la volontà di far dialogare la storia della Liberazione con le culture urbane di oggi.
Ma il disegno di ERAORA toccherà anche altri luoghi simbolici del centro. Piazza San Giorgio ospiterà il 24 aprile il podcast dal vivo dedicato alla memoria e alla narrazione con Luca Misculin de “Il Post”, mentre piazza San Matteo, il 25 aprile alle 18.30, accoglierà “Storie vere di Libertà” con i Teatranti Nautici nello spazio Quasi Casa di Young Caritas. Sono due esempi chiari di come la città abbia scelto di disseminare il 25 Aprile dentro i suoi spazi più identitari, evitando un unico centro e costruendo invece una geografia diffusa della memoria.
Il festival, però, inizierà già il 21 aprile. Si partirà alla Claque del Teatro della Tosse con “Gabbiani Partigiani” di Generazione Disagio, a cura dei Giardini Luzzati. Il 22 aprile i Giardini Luzzati diventeranno uno dei fulcri della programmazione con Adelmo Cervi, che racconterà la storia della sua famiglia, seguita dallo spettacolo “Cenere” di Marco Rinaldi, dalla partecipazione della sindaca Silvia Salis e da un deejay set conclusivo tra reggae e Resistenza. Il 23 aprile, nella Sala Rossa di Palazzo Tursi, andrà in scena “Fuente de la Libertà”, lettura scenica dedicata alle donne della Resistenza ligure, con la regia di Laura Sicignano e la partecipazione di consigliere e assessore del Comune insieme alle artiste Antonella Loliva e Francesca Marsella. Nella stessa serata, ai Giardini Luzzati, arriverà Ascanio Celestini con “Radio Clandestina”, uno degli appuntamenti più attesi dell’intero programma.
Anche il 24 aprile sarà densissimo, con gli spettacoli distribuiti tra la Sala Campana del Teatro della Tosse, piazzetta Teresa Mattei, piazza Banchi, il Teatro Internazionale di Quartiere, la Sala Trionfo del Teatro della Tosse, il Chiostro di Sant’Andrea e la Claque in Agorà. Il 25, oltre al programma nelle piazze, la serata si chiuderà ai Giardini Luzzati con il concerto di Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura, preceduto dall’apertura di Nugara. Nel frattempo l’Istituto Mazziniano-Museo del Risorgimento resterà aperto gratuitamente dalle 9 alle 19 con l’esposizione dell’originale Atto di Resa delle truppe tedesche firmato a Genova il 25 aprile 1945, altro tassello di una giornata costruita per intrecciare celebrazione civile e immersione storica.
Dentro questo quadro si collocano anche le riflessioni di Giacomo Ronzitti, che richiama il legame profondo tra Resistenza, Repubblica e Costituzione e insiste sulla necessità di recuperare pienamente il carattere pluralista e unitario della lotta di liberazione, compreso il ruolo delle donne, troppo a lungo sottovalutato. E il presidente provinciale dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia, Massimo Bisca, ricorda che il calendario non si esaurisce nel centro cittadino, ma si allarga ad appuntamenti nelle fabbriche, nei quartieri, a Voltri con la fiaccolata storica del 24 aprile e in Valpolcevera con il corteo del 18 aprile.
Il risultato complessivo è quello di una città che prova a tenere insieme memoria, ricerca storica, partecipazione popolare e spettacolo senza ridurre la Liberazione a una celebrazione di maniera. Quest’anno, più che mai, Genova vuole far vivere il 25 Aprile dentro le sue piazze, i suoi cortei, i suoi spazi pubblici e i suoi linguaggi contemporanei. Ed è proprio lì, nelle piazze riempite di musica, teatro, parole, laboratori e presenza civile, che l’81° anniversario della Liberazione proverà a farsi non solo commemorazione, ma esperienza condivisa.
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